Fatemi scendere

Crocifisso

Nel mio paese, in ogni piazza c’è una croce.

La gente ci passa vicino a piedi, in macchina, in bicicletta, nessuno si ferma per fare niente. Ci sono abituati. Ci sono abituati perfino i bambini piccoli: corrono verso la pannocchia e le noccioline caramellate, ma non si accorgono che lo stesso bambino che hanno messo nel presepe sta morendo in croce sotto i loro occhi. Tanto deve andare così, è così che si ripete la storia ogni anno. Ogni anno lo facciamo nascere, lo facciamo crescere, lo lasciamo predicare, ci sediamo a tavola con lui, poi gli diamo il bacio di Giuda, lo mettiamo in croce, aspettiamo tre giorni che resusciti, e amen. Cioè, sticazzi. L’importante è che tutto vada bene.

Allora ci facciamo la croce ogni volta che passiamo, chissà che cavolo significherà, ma noi lo facciamo, perché si è sempre fatto così, siamo pure noi degli agnelli di Dio, in fondo, pure noi viviamo una vita di sacrifici e di stenti, cosa vuoi che ci cambi un Cristo in più appeso in mezzo a un incrocio, davanti a un bar? Ci fa il solletico.

Anzi no, aspetta, già che ci sono, sta un po’ fermo lì, con la testa chinata verso il basso che chissà come non ti è scesa la lingua da fuori, con i buchi nelle mani e il sangue raddensato che sprizza dal costato, con la corona di spine (che bella!), lo sai che sei perfino fotogenico? È che mi trovavo a passare e sai, ho messo già in croce tutti i santi e le madonne, quindi ho pensato che non ti disturbasse se metto in croce anche te, tanto in croce ci stai già da duemila anni. Cioè, ti volevo chiedere una cosa.

Ti volevo chiedere la salute, per me e per la famiglia. Un buon lavoro, o almeno un poco di lavoro. I soldi, Gesù, che non bastano mai. Un po’ di tempo buono, che quest’anno le cipolle in mezzo alla terra non stanno facendo bene. Che non vengano terremoti e alluvioni. Che debelli le mafie, che ci porti governi buoni. Poi ti volevo chiedere di fare uscire quei numeri che ho già chiesto a San Ciro e a San Gennaro. Ah, e ovviamente, il Vero Amore… insomma, che mi mandi un uomo perfetto, di cui mi innamoro così tanto che il mio cuore potrebbe alimentare da solo tre sale operatorie dove fanno trapianti di cuore, e di cui non mi disannamoro mai, nemmeno se mi tradisce, nemmeno se mi insulta, nemmeno se si dimentica che sono femmina, nemmeno se gira per casa con la canottiera inzevata facendo rutti e lasciando lungo il suo cammino le bucce dei mandarini, che manco Pollicino. Voglio uno che mi sa leggere nei pensieri, che giochiamo alla telepatia guardandoci negli occhi e che, oltre a fare sesso con me che non bastano le cascate e i vulcani e le tempeste e l’odore di lussuria che si alza da terra quando piove a primavera, se gli domando “A cosa stai pensando?” non mi risponde né che faccio domande stupide e sono ossessionata, né che si sta domandando come fa quella mosca che è entrata a non trovare la finestra.

Ti volevo chiedere, poi, di farmi nascere un bambino. Sano, intelligente, laureato, preferibilmente eterosessuale, che non si droghi, non beva, non faccia tardi la sera, non sia promiscuo, faccia tutti i compiti, mi aiuti in casa, onori il padre e la madre e sappia giocare e vincere in borsa, oltre a suonare quattro strumenti musicali, partecipare alle maratone e, questo te lo devo, fare il chierichetto.

E poi ovviamente ci sono la fame e le guerre nel mondo, Donald Trump, la Birmania, la Corea del Nord, il disarmo nucleare, la pena di morte, i diritti umani, il femminismo, il movimento arcobaleno, la Siria, gli sbarchi, l’immigrazione clandestina, i vegetariani, i vegani, i pescetariani, gli intolleranti al glutine, al lattosio, quelli che fanno la dieta aproteica, la raccolta differenziata…

Aspetta, ma mi stai ascoltando?

No, perché era una lista lunga e pensata con il cuore e mi si stanno schiacciando i menischi mentre mi inchino a chiederti queste cose. No, perché, già che non ascolti e non rispondi, farai almeno qualcosa oltre a stare lì appeso tutto il giorno con quella faccia appesa? E se nemmeno fai niente, sei sicuro che esisti?

E mentre noi, in massa, ci andiamo a battere il petto e in cima alla lista delle richieste ci mettiamo pure il perdono, sto povero Cristo sta ancora appeso, sanguinante, desolato, solo, e a nessuno, porca miseria, a nessuno viene in mente di tirarlo giù da quella cazzo di croce.

Cioè, secondo voi, quel Cristo in croce, che non ha manco più la forza di guardarvi in faccia, può avverare tutti i vostri desideri tipo lampada di Aladino? Bisogna essere egoisti forte per non capire che è lui che ha bisogno di una mano, e non noi.

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