Viaggio in Messico

Era stata una notte splendida. Tutto era andato per il verso giusto. Aveva persino lasciato una lauta mancia al cameriere del ristorante che fa angolo sulla strada. Lei era bellissima e lui impeccabile. Scambiarono tutta la sera frasi romantiche. Al tavolo si guardavano negli occhi e si sfioravano le mani. Annette in completo abito rosso era la regina di quella sala: occhi azzurri, chioma bionda, fisico mozzafiato. Sam con la sua eleganza sapeva come ammaliare la sua compagna. Mangiarono divinamente e bevvero fin quasi ad ubriacarsi. Tornarono a casa di lui in moto. Era una calda notte d’estate. Sotto l’uscio di casa, dopo aver fatto dei gradini per salire, si baciarono. Entrarono, chiusero la porta e le luci. Il mattino seguente un raggio di sole illuminava la stanza da letto e i corpi nudi dei due amanti. La musica era rimasta accesa tutta la notte. Sam si svegliò sulle note di “Hey Joe” di Jimy Hendrix. “Ecco dove andremo!” – disse Sam, cercando di svegliare Annette. “Andremo in Messico! A fare la bella vita! Una vita nuova!” Annette, anche se non del tutto sveglia, scoppiò a ridere. “Ma dove vuoi andare? Scemotto! In Messico? Riposati. Io ho ancora sonno.” Sam meditava ancora sulla loro possibile partenza per il Messico. Ormai ne aveva abbastanza di questa vita a New York. Voleva tagliare ogni legame con il passato. Allora balzò dal letto e si diresse in bagno. Fece una doccia. Si vestì. Pettinò bene i sui capelli neri e andò da Annette. La baciò sulla guancia e le promise di rientrare al più presto. Uscì. La moto lo aspettava proprio sotto i gradini di casa. Rombante, corse verso la più vicina agenzia viaggi. Giunto, sostò, si tolse il casco, guardò intorno ed entrò. “Buongiorno.” – disse Sam. “Buongiorno! Io sono Natalie! In cosa posso servirla?” “Ciao, Natalie! Vorrei due biglietti aerei per il Messico. Vorrei partire oggi stesso” “Vediamo un po’ se posso accontentarla.” Sam aspettava con ansia. Di tanto in tanto sbirciava tra la scollatura prosperosa dell’operatrice. “Ecco signor…come ha detto che si chiama?” “Sam, Sam Malon.” “Signor Malon il suo viaggio è prenotato per domani alle diciassette in punto. Per oggi non ci sono voli per il Messico c’è uno sciopero.” “Merda!” – pensò tra sé e sé Sam. “Ok! Me li dia pure, aspetterò domani.” Pattuirono la cifra. Sam pagò ed uscì in tutta fretta. Per strada pensava ripetutamente: “Domani sarò in Messico! Domani sarò in Messico! E con la mia bellissima Annette vivremo spensieratamente! Nessuno verrà a cercarci! Bella vita aspettami!”

Sam amava molto le moto, passione seconda solo alle donne. Da ragazzino era stato anche un promettente pilota motociclistico, ma alla fine scelse, come un po’ tutti i suoi amici, l’università. Diventò un brillante broker finanziario arrivando a guadagnare un mucchio di soldi che spendeva in viaggi, in macchine e naturalmente in motociclette. La moglie odiava queste sue spese pazze ed era sempre in ansia quando usciva in moto. Sam non si capacitava di come avesse potuto sposarla. Ma ora tutto sarebbe cambiato. Via le ansie sia della moglie che del lavoro. Pensava solo al Messico. Li si sarebbe fatto una nuova vita con Annette. Nel frattempo, Annette aveva ricevuto una chiamata dal marito. I due come al solito avevano litigato. Lei non sopportava la gelosia del marito e trovava mille scuse per uscire di nascosto con Sam. Annette non aveva lavoro. Veniva da una famiglia umile e aveva sposato per convenienza un avvocato di New York di dieci anni più grande di lei. Sam invece era suo coetaneo e con lui aveva ritrovato la felicità. Si sentiva di nuovo giovane, bella, attraente, piena di vita. Sam spendeva tutti i suoi risparmi per lei. Aveva comprato una casa solo per loro e negli anni di frequentazione si erano divertiti un mondo viaggiando soprattutto in Europa.

Tornato a casa, Sam appoggia la moto al cavalletto, sale di corsa i gradini ed entra urlando: “Hey! Annette sono io, Sam! Dove sei?” “Sono in cucina, Sam”. “Annette guarda cosa ho comprato per te. Guarda! Guarda!” “Sam, ma ti sei ammattito? Perché gridi?” “Guarda il tuo Sam cosa ti ha comprato. Guarda! Guarda!” “Sam, insomma la fai finita! Mi dici cosa hai da urlare?” Annette era tutta dedita nel cucinare il pranzo, quando Sam si avvicina alle sue spalle e le sussurra all’orecchio: “Ho due biglietti di sola andata per il Messico…” “Ma sei matto, Sam? Hai davvero comprato quei biglietti per il Messico?” “Certo!” – rispose Sam sedendosi al tavolo. “Ma ragiona Sam, io non posso venire in Messico così su due piedi. Cosa dirò a mio marito? Dove andremo a vivere e con quale lavoro?” “E’ questo il bello, Annette. Tu non dirai niente a tuo marito. Scapperemo in Messico! Yehaaa! In Messico!” “Sam, tu sei matto! No questa volta proprio non mi convinci!” “Annette, vieni qui. Siediti accanto a me. Ascoltami…io sono stufo di questa vita, piena di sotterfugi e di bugie; sono stanco del mio lavoro, di mia moglie ed anche tu sei stanca di tuo marito. Andiamo in Messico! Ricominciamo tutto daccapo…mi troverò un lavoro. Vivremo alla luce del sole, felici, in una casa con un grande giardino.” Annette era contrariata. Non faceva altro che rimproverare Sam per quella scelta. Ma Sam rispondeva ostinatamente. “Uh! Sta bruciando!” – urlò Annette. “Il pollo sta bruciando!” I due avevano parlato così concitatamente che Annette aveva dimenticato del tutto che stesse cucinando. “Hai visto, Sam, cosa hai combinato? Ora lo mangi tu!” Ed uscì dalla cucina sbattendo la porta. Andò a piangere in bagno. Sam rimase sbalordito. Per due anni tutto era filato liscio, mai una sbavatura, mai un litigio. Ed ora, sul più bello, quando tutto poteva cambiare, la prima crisi, il primo no!

“Annette apri.” – disse con voce basita Sam. “No! Vattene! Tu non mi vuoi! Tu vuoi andare in Messico! Non vuoi me!”

Sam desistette e credette bene di andarsi ad appoggiare sul letto.

Pensò agli anni felici da ragazzino di quando correva in moto. Pensò a suoi trofei vinti che custodiva ancora nella casa paterna. Gli vennero in mente tutti gli amici del college e dei suoi primi amori. Pensò a come era bella la vita da ragazzino e a come era facile vivere quando tutto sembrava possibile.

Annette uscì dal bagno, percorse il corridoio ed andò anche lei a stendersi sul letto. “Sam, Tu mi ami?” “Annette, io ti amo come quel ragazzino che amava le moto!” Annette rimase sbalordita della risposta, non seppe aggiungere altro. Volle solo fortissimamente baciarlo sulla bocca. “Sam, ho capito anch’io di amarti…verrò con te in Messico…” “Davvero!?” – rispose Sam e fece un balzo di gioia. “Però ora Sam facciamo l’amore…domani penseremo a tutto.”

L’indomani arrivò. Sam ed Annette di buon mattino cominciarono a preparare le valigie. “Sam che dici questo lo porto?” “Si, Annette, porta tutti i tuoi vestiti così non entrerà più niente nelle tue valigie!” – disse Sam ridendo. “Sam non sfottere! Io davvero non so cosa portare, non so neanche cosa mettere per il viaggio.” “Annette puoi mettere quel vestito rosso…quello che hai indossato a cena la notte scorsa. Ti dona molto!” “Hai ragione Sam! Ti amo!”. Le ore del mattino trascorsero velocemente nel trambusto dei preparativi. Sam non perdeva occasione, tra una valigia e l’altra, di baciare Annette. “Hai visto alla fine ti ho convinta!” – disse Sam. “Non fare il cascamorto! Mi serve una mano. Le valigie pesano un accidente!” – rispose Annette. “Dai qua Annette! Ci penso io a scenderle.” Così portarono giù tutte le valigie. Chiamarono un taxi e partirono per l’aeroporto. In macchina Sam stringeva forte la mano di Annette sul sedile come per dirle di non preoccuparsi di nulla. Dopo aver zigzagato per la città il taxi arrivò a destinazione. Sam prese le valigie e pagò il tassista. Poi si incamminarono verso l’entrata. “Sam ma in quale città siamo diretti?” “A Città del Messico! Per adesso…poi andremo ad Acapulco!” “Sam, tu sei matto! Ma io ti amo lo stesso!” I due presero un rinfresco al bar prima di superare il check-in senza problemi. E venne il grande momento. Salirono in cabina passeggeri. Presero posto a sedere. Dopo pochi minuti l’aereo decollò. I due si tenevano la mano. Annette aveva viaggiato decine di volte in aereo ma nutriva sempre una gran paura per il volo. Sam invece non faceva altro che pensare al Messico ed alla loro felicità. La radio in cabina trasmetteva musica. All’improvviso Sam cominciò a ricordare la figura del padre. Questi era stato un ufficiale della marina ed aveva viaggiato tanto. Si ricordò di quando gli parlava dei suoi viaggi, di quando lo teneva sulle ginocchia e con voce affabile gli raccontava delle sue peripezie di porto in porto. Gli sovvenne anche che il padre lo ammonì dicendo: “Figliolo, ricordati che se non visiterai mai il Messico, non conoscerai mai questo mondo!” Sam fu sfiorato da una leggera malinconia. Si era ricordato dei lunghi periodi passati da solo con la madre a causa dell’assenza del padre che era sempre in missione per il mondo. “Mamma quando torna papà?” “Presto Sam…presto.” “Mamma, è vero che il Messico è un posto bellissimo?” “Non lo so Sam. Forse un giorno lo scoprirai.” Intanto la hostess passava tra i sedili per servire uno spuntino. Annette, invece, viveva dentro di sé emozioni contrastanti. L’ansia l’assaliva di continuo. Poi guardava Sam e tornava tranquilla. Aveva paura. Paura di quel salto nel buio. “Sam stringimi a te! Ne ho bisogno!” Sam l’abbracciò. Così facendo si ricordò di quando la conobbe. Era una fredda sera d’inverno. Era vicino il natale. Sam era con un amico in centro a fare compere. Girando tra i negozi vide una bellissima ragazza dai lunghi capelli biondi. Fu subito un colpo di fulmine. “Aaron vieni con me!” – disse Sam all’amico trascinandolo col braccio. Aaron fu sorpreso dall’impeto di Sam: conoscendolo, di solito non aveva colpi di testa. “Aaron devo conoscere quella ragazza!” “Ma chi? Dove?” – rispose Aaron. “Dai, muoviti! È entrata in quella libreria!” I due si precipitarono dentro. Annette era accompagnata dal marito. “Aaron vedi quella bionda con quel tizio grigio? La voglio! Deve essere mia!” Aaron non poteva credere alle sue orecchie. Non riconosceva più Sam. Quel ragazzo mite e pacato, si era trasformato nel più grande dei libertini. “Sam, ti ricordo che sei sposato! E poi neanche la conosci Annette…uhm…!!!” “Aaron tu sai come si chiama…!? Vuol dire che la conosci…vero!?” Annette si voltò. I suoi occhi furono attratti dal battibecco dei due amici. “Aaron…! Come stai? Che bello rivederti…!” – esclamò Annette. “Ciao Annette io ero qui…per…per…delle compere…ecco…” Fu così che ebbe inizio questa storia d’amore. Sam non tardò a farsi dare il numero di telefono da Aaron appena fuori dalla libreria ed aver salutato Annette e suo marito.

Il viaggio in aereo continuava. Annette nel frattempo si era addormentata tra le sue braccia. Le accarezzò i suoi capelli d’oro. Lo fece più di una volta e pensò a quel libro che aveva letto sulla felicità. Gli era rimasta impressa una frase: “Scegli sempre ciò che vuoi, ma condividilo con qualcun altro”. Era contento della sua compagna. Era felice di aver condiviso la sua vita, la sua nuova vita con Annette. Dopo quasi sei ore di volo atterrarono. Sam svegliò Annette. “Sam, che strano sogno ho fatto.” “No Annette. Non abbiamo tempo per i sogni…svegliati! Siamo in Messico! Questo sì che è un sogno!” Scesero dall’aereo e nonostante l’ora tarda l’aria era molto piacevole. Chiamarono un taxi. Fecero un breve giro della capitale. Il tassista riconobbe subito che erano stranieri. Subito si mise a chiacchierare con loro. Masticava poco l’inglese, ma sapeva farsi capire; ad ogni frase rideva e ripeteva spesso: “Qui in Messico c’è la bella vita.” Arrivati in albergo pagarono il tassista e portarono il loro bagagli in ricezione. Furono ben accolti da una signora che diede loro informazioni circa gli autobus che l’indomani mattina a mezzogiorno sarebbero partiti per Acapulco. Salirono in camera. Sam stramazzò sul letto. Aveva molto sonno. Durante il viaggio in aereo non aveva chiuso occhio. Annette invece tardava ad addormentarsi. Aveva dormito durante il volo. Sam si girò su un lato del letto e si addormentò. Annette aprì la finestra. In camera faceva caldo. Decise di prendere una boccata d’aria. Poi si accese una sigaretta. Dall’alto della sua finestra poteva vedere tutte le luci della città. La strada che attraversava il quartiere era piena di gente. Si sentiva il suono di chitarre e di trombe di artisti di strada. In questo brusio un pensiero si fece spazio nella sua mente. Si ricordò che sua madre prima di morire le aveva sussurrato con un filo di voce: “Non tradire mai tuo marito. Io ho voluto che lo sposassi. È un uomo facoltoso. Con lui sarai sempre al sicuro.” Annette si commosse. Pensò di aver tradito la fiducia di sua madre. “Ma io cosa ci faccio qui!?” – pensò tra sé e sé. “In un paese di cui non conosco neanche la lingua! Sono pazza…!!! Ho seguito Sam in questa folle avventura! Speriamo che questo viaggio non sia la nostra sciagura!” Fumò un’altra sigaretta per rabbia o forse per ansia. Poi guadò Sam che dormiva e pensò: “Beato lui che dorme. È senza preoccupazioni. Per lui è bastato venire in Messico per essere felici. Io non mi raccapezzo!” Tra mille pensieri si adagiò sul letto, baciò la fronte di Sam e si coricò.

Venne il mattino. Sam svegliò Annette. Si vestirono in fretta perché era tardi. Presero le valigie e si diressero verso la fermata degli autobus. Salirono sul bus diretto ad Acapulco con il fiatone. Ma a mezzogiorno in punto partirono. Il viaggio fu stancante. Annette continuava ad avere dubbi su tutto. Sam invece non faceva altro che parlare vivamente con dei vicini di posto diretti anch’essi ad Acapulco. Annette era silenziosa. Pensò a quando da bambina sognava di essere un’attrice. Anche allora la madre la disilludeva dicendole: “Trova un buon partito e farai la signora, altro che l’attrice.” Annette aveva avuto un’infanzia difficile. Aveva solo cinque anni quando il padre morì. Figlia unica, la madre l’accudì come poteva lavorando come sguattera in un vecchio albergo di New York. Il lavoro era precario e di tanto in tanto faceva la sarta a casa per arrotondare lo stipendio. Ella riversava tutte le sue ambizioni in quella sua unica figlia. Ben presto la madre capì che la sola speranza per sua figlia era che sposasse un buon partito. Non aveva abbastanza soldi per mandarla all’università. La crebbe sotto quest’ottica e appena ventenne la fece sposare.

“Annette, i signori vanno ad Acapulco!” – disse Sam presentandola alla coppia che aveva conosciuto. “Bene…” – rispose Annette ancora trasognata. Sam continuò a parlare con la coppia senza accorgersi dell’apatia di Annette.

Il viaggio correva lungo la strada. Da Città del Messico a Tlalpan, passando poi per Cuernavaca, Temixco, Xochitepec, Puente de Ixtla, Taxco de Alarcòn fino ad Iguala de la Indipendiencia dove sostarono. E poi giù sempre più a sud fino a Chilpangingo de los Bravo, Maztlan, Tierra Colorada e finalmente Acapulco. L’autobus si fermò di fronte alla baia di Acapulco. Sam era in visibilio. “Annette, guarda che mare! Non sei felice!?” “Si Sam…certo che lo sono…uff…certo.” “Non mi sembri convinta Annette.” “No Sam, è la stanchezza…scendiamo.” La baia era mozzafiato. Spiagge enormi, mare verde-azzurro e grandi alberghi sul mare. “Sam, dove andremo a dormire.” “Non ti preoccupare ho un idea.” Sam si ricordò di un suo amico che aveva conosciuto all’università. Ricordava anche che avesse lasciato l’America per Acapulco dove aveva comprato un albergo con i soldi del padre, ricco banchiere. “Annette andremo a Condesa. Lì ci aspetta un mio amico.” “Ma sei sicuro Sam?” “Si certo. Vieni prendiamo un taxi.” In pochi minuti furono a Condesa. Il tassista indicò loro l’albergo. Sam pagò la corsa. Entrati alla reception riconobbe subito l’amico: il caso volle che si trovasse lì. “Adam!” – esclamò Sam. Adam lo riconobbe subito. “Sam, Sam Malon!” “Adam, come stai vecchio mio!?” “Bene Sam! Me la passo bene, come vedi. Ma dimmi…tu cosa ci fai ad Acapulco con questa bionda stupenda!?” “Ah sì, scusami Adam, lei è Annette, la mia compagna.” “Ma non eri sposato, Sam!?” “Si certo…Adam…poi ti racconto tutto.”

I tre sedettero nella home, con a tavolo dei rinfreschi. Sam raccontò tutto ad Adam. Gli raccontò del suo matrimonio e della fuga ad Acapulco. Adam non stava nella pelle. La storia lo eccitava. Gli fece ricordare dei suoi dissidi con il padre banchiere. Questi voleva che continuasse sulle sue orme. Ma Adam non volle. Costrinse il padre a cacciare la grana e a salutarlo per sempre. Ad Acapulco si era fatto una posizione, non senza qualche sotterfugio. “Sam Malon! Non ci posso credere! Un quotato broker di New York che scappa ad Acapulco!” – disse Adam sghignazzando.

Adam non volle neanche un dollaro per il loro pernottamento, anche se si fossero trattenuti per mesi. Fu a loro completa disposizione. Poi disse: “Sam ricordati che qui la vita è bella, ma ci sono i cartelli…quelli del narcotraffico…gira molta droga in questo paese…occhio…non mischiarti in strane storie. Non ne usciresti vivo!” Adam di tanto in tanto buttava l’occhio su Annette. Ma lei era distratta. Era intenta a guardarsi intorno. I due amici iniziarono a spulciare tutti i vecchi ricordi dell’università. Sorseggiavano rum invecchiato e fumavano pregiati sigari. Poi d’un tratto Adam sbottò una stana storia. Si fece scuro in volto. Raccontò la storia di sua moglie, trovata morta sgozzata. Era entrata all’insaputa di Adam a far parte dei cartelli. Poi Adam aggiunse: “Bene, ora devo andare. Ho delle cose da sbrigare. Questa Sam è la chiave della suite. Per voi solo suite. A domani.” Fece il baciamano ad Annette, le strizzò l’occhio, salutò Sam e si congedò. “Hai sentito cosa ha detto Adam” – disse Annette. “E dai, smettila! Sembri mia moglie! Starò attento…staremo attenti. I narcos non ammazzano il primo che capita.” Annette si mise il cuore in pace e andò in camera con Sam. Salirono in ascensore fino al terzo piano, percorsero il corridoio fino alla loro stanza. La suite era meravigliosa. Tutta in parchè. C’era un letto enorme e cuscini morbidissimi. Il bagno tutto in marmo pregiato con doccia e vasca idromassaggio. Le rubinetterie erano in oro! “Sam andiamo a fare un bagno caldo nella vasca. Voglio tanta schiuma.” Sam annuì col capo. I due fecero l’amore. “Ti amo, Sam” “Annette, promettimi di essere più serena. Io voglio che tu sia felice. Siamo qui per questo.” I due uscirono dalla vasca baciandosi calorosamente. Sam prese in braccio Annette e la adagiò sul letto. Sam la guardò negli occhi, nei suoi occhi profondi, e con dolcezza disse: “Dimentichiamo tutto per un po’. Domani andiamo al mare. Divertiamoci tutta la giornata. Basta pensieri. Solo mare e sole. Ti voglio bellissima per domani.” Con questa promessa i due andarono a dormire.

Al mattino, di buon ora, qualcuno bussò ripetutamente alla porta. Sam si svegliò ed andò ad aprire. Sulla soglia trovò tutto impettito il cameriere con il carrello della colazione. Adam si era premurato che al suo amico non mancasse niente, persino la colazione in camera. Sam diede una mancia al cameriere e portò il carrello in stanza. Poi svegliò annette e fecero colazione. Annette era di buon umore e con molto appetito. Era felicissima per la colazione. “Annette dobbiamo ringraziare Adam…è un signore!” “Certo Sam…certo…” – rispose Annette con il boccone ancora in bocca. Poi si vestirono. Annette indossò per l’occasione un bichini da favola. Sam non poté fare a meno di ammirarla. Pronti, scesero in reception. Posarono le chiavi e chiesero di Adam. Un giovane portiere disse loro che il padrone non c’era e che sarebbe ritornato nel tardo pomeriggio. Allora salutarono ed uscirono. Presero un taxi che li portò al mare. Scesero sulla sabbia bianca e corsero verso un mare calmo ed azzurro come il cielo terso. Poi i tuffi, gli schizzi, i sorrisi, i baci e i teli al sole. Passarono una giornata serena e rilassante, fatta di effusioni e di frasi romantiche. Raccolsero conchiglie. A sera tornarono in albergo. Fecero una doccia e si prepararono per la cena. Adam era di sotto che li aspettava. Scesero. “Come stanno i miei piccioncini? Com’era il mare?” Sam ed Annette risposero all’unisono che erano stati benissimo e che il mare era un incanto e risero. Adam fece loro strada per il tavolo. Sedettero tutti e tre insieme. La cena fu sontuosa: tutto a base di pesce e champagne. Tra una portata e l’altra Adam chiese ai due: “Che ne dite di un’uscita in barca domani? Non potete mancare!” “Si, bellissimo!” – rispose Annette. Anche Sam era entusiasta. Promise loro che li avrebbe portati a vedere tutta la baia e la zona dove fanno i tuffi. Adam possedeva un grande yacht. Lo aveva comprato con il ricavato dei guadagni non tutti leciti. A bordo se la spassava in compagnia di belle donne e piste di coca. Finita la cena si intrattennero a lungo chiacchierando e ridendo. A notte tarda andarono a dormire con la promessa di uscire l’indomani in barca.

Il mattino seguente, dopo la colazione, i tre si recarono al porto con l’auto di Adam. “Ecco, questo è il mio fiore all’occhiello.” – disse Adam alla coppia mostrando loro lo yatch. Annette e Sam rimasero sbalorditi da tanto lusso. “Forza! Non fate complimenti…salite!”. Così, tra vari convenevoli, lasciarono gli ormeggi e salparono. A bordo vi era tutta la manovalanza. Camerieri, cuoco, mozzi ed il capitano. Passarono in rassegna tutta la baia: da Porto di San Diego alla Penisola de Las Plasas, da l’Isola della Roqueta a Quebrada. Qui fecero il bagno e poterono ammirare dei tuffatori in gara. Annette si godeva il sole mentre Sam ed Adam chiacchieravano. “Allora, ti piace qui Sam?” “E’ tutto quello che desideravo, Adam.” Annette distesa al sole era rimasta in topless. Un senso di libertà dal profumo di salsedine la permeava. Il sole le faceva luccicare i capelli. La sua pelle si era tinta di un colore bellissimo. Poi venne l’ora del pranzo. Mangiarono a sazietà ostriche aragosta e champagne. Annette dopo pranzo ne approfittò per riposare un po’. Sam ed Adam rimasero soli al tavolo. “Allora Sam…cosa ti dicevo…qui si sta da dio!” “Adam, io però ho bisogno di un lavoro…” “Niente di più semplice, Sam.” Adam si scostò e prese dalla tasca una bustina. “Vedi questa? Questa bustina fa la mia fortuna!” Sam era esterrefatto, non credeva a suoi occhi. “Non fare l’ingenuo Sam…è solo un po’ di coca! Oggi tutti la vogliono…ed io vendendola faccio affari d’oro!” “E non hai paura dei narcos?” – esclamò Sam. “No! Non più! Da quando hanno ucciso mia moglie sono io a lavorare per loro…io li rispetto e loro rispettano me.” – rispose Adam. Poi aggiunse: “Sam, tu lavorerai per me! Ormai sei in ballo…oppure vorresti tornare a New York dalla tua bella mogliettina?” Sam non aveva altra scelta. Indietro non voleva tornare. Non si capacitava però della proposta. Ma con un sussulto di orgoglio accettò. “Bene! Sono felice Sam della tua scelta…ora godiamoci la giornata…domani ne parleremo.” Lo yatch si diresse verso Pie de la Cuesta famosa per i suoi tramonti. Di comune accordo, decisero di restare sullo yatch per due o tre giorni. Scesa la sera andarono a dormire presto. Ma Sam non chiudeva occhio. I pensieri erano tanti.

Non poteva credere che un broker affermato diventasse uno spacciatore. Pensava ai pericoli che avrebbe potuto correre e all’incolumità di Annette. Era stordito. Vincendo le paure andò anch’egli a dormire. Al mattino Sam ed Annette si svegliarono tardi. Lo yatch era ormeggiato al largo dell’isola della Roqueta. Il cielo era terso e di tanto in tanto qualche uccello planava sull’acqua per catturare un pesce. Sam ed Annette erano intenti a far colazione quando sopraggiunse Adam dicendo: “Allora, avete passato una buona nottata?” Annette annuì con garbo mentre Sam fece finta di nulla e restò in silenzio. Adam osservava attentamente Annette. Sentiva dentro di sé di aver perso la testa per quella ragazza. Tra tutte le donne che aveva conosciuto era la più bella che avesse mai visto. Pensava a come fosse fortunato Sam ad averla conosciuta. Ormai la voleva a tutti i costi. “Forza andiamo a fare il bagno!” esclamò Adam. Annette si tuffò per prima e di seguito Adam. Sam invece rimase seduto. Non aveva voglia di divertirsi. Era ancora angustiato dai pensieri. Preferì guardare l’orizzonte mentre quell’oceano sconfinato dischiudeva in lui segrete emozioni. Per un attimo si sentì perso come una nave in balia delle onde.

Nel frattempo Adam aveva avuto l’occasione di restare per un po’ da solo con Annette a sguazzare nell’acqua. I due chiacchieravano mantenendosi alla scaletta di poppa. Adam era un bell’uomo, biondo e dal fisico palestrato. Da abile corteggiatore mancò poco che la baciasse in acqua. I due risalirono in barca e trovarono Sam che leggeva il giornale locale. “Che dice la stampa” – chiese Adam asciugandosi i capelli con una asciugamano. “Ieri c’è stata una faida tra narcos. Due uomini sono stati uccisi.” – rispose Sam. “Un classico…! Ma ora non pensiamoci c’è il pranzo che ci aspetta” – continuò Adam.

Nel pomeriggio Annette andò a riposare. Adam e Sam chiacchieravano sul da farsi per la vendita di coca quando arrivò un cameriere con degli aperitivi. Nel bicchiere di Sam c’era un forte sonnifero che Adam aveva fatto mettere per restare solo con Annette, la quale svegliatasi li aveva raggiunti al tavolo. Sam si sentì subito stordito: “Adam scusami ma sento di voler dormire, vi lascio soli, vado a distendermi.” Sam così si congedò.

Rimasti soli al tavolo, Adam cominciò a riempirla di complimenti. Le accarezzava le mani ed Annette non era per niente turbata, anzi la cosa la eccitava. Scesa la sera il cielo stellato diede un tocco di romanticismo al loro primo bacio. Poi andarono di sotto. Adam la portò nella sua lussuosissima stanza da letto. Poi le tolse l’intimo e la baciò sul collo e sui seni. Fecero l’amore tutta la notte. Adam non si stancò di averla più volte. Dopo gli amplessi fumarono una sigaretta. Adam le chiese cosa sognava per il suo avvenire. Annette gli rispose che le sarebbe piaciuto diventare un’attrice. Allora Adam la strinse a sé e le disse: “Se resti con me, farò di te un’attrice.” “Davvero!” – rispose entusiasta Annette. Adam le fece questa promessa. Con il cuore pieno di gioia salutò Adam e andò a coricarsi da Sam.

L’indomani lo yacht fece rotta verso il porto dove attraccò. Una volta scesi, i tre si diressero in auto all’albergo. Giunti, Annette salì in camera a far la doccia. Sam e Adam sostarono ad un tavolo. “Sam, il grande giorno è arrivato! Stanotte andrai al porto a vendere la coca! Io verrò solo per stanotte per insegnarti il mestiere. Ah, dimenticavo, trovati una scusa con Annette per la nostra uscita.”

Venne sera. Sam mentì ad Annette dicendole che usciva per cercare lavoro. I due si recarono al porto. Qui Adam spiegò a Sam tutti i punti dove appostarsi e di diffidare dalle prostitute che lo avrebbero avvicinato. Poi Adam si avvicinò ad un cliente dicendo “Habanera”. Prese una bustina che diede al tizio ed intascò la grana. “Vedi Sam è facilissimo.” La vendita andò avanti per gran parte della notte. I due fecero un mucchio di dollari. Finito il pattugliamento, non andarono in albergo. Adam propose a Sam di andare a spendere parte dei dollari guadagnati in un bordello. Sam accettò volentieri.

Arrivati al bordello fecero un tiro di coca ed entrarono. All’interno c’erano giovanissime ballerine di lap dance che intrattenevano i clienti. Sedettero sui divani in pelle insieme a prostitute e ricchi clienti. Si respirava odore di sigari e di alcolici. Adam si avvicino ad una ballerina. Le infilò un verdone nelle mutandine. “Vedi, Sam! Qui è così che si fa!” E così dicendo Adam andò a prendere qualcosa da bere. Sam si guardò intorno e vide due belle ragazze sedute ad un tavolo. Una di loro gli fece l’occhiolino. Sam le sorrise. “Allora, Sam! Hai adocchiato qualcuna?” – disse Adam di ritorno con due bicchieri di rigoroso rum invecchiato. “Vedi quelle due belle more lì al tavolo? Andiamo da loro!” – rispose Sam. “Bravo Sam! Così ti voglio. Andiamo!” Si avvicinarono al tavolo. Sam era eccitato da quei corpi semi nudi. Bevvero tanto. Poi si accordarono sul prezzo e andarono ad appartarsi al piano superiore nelle stanze da letto. Furono ore di perversione pura. Poi sbronzi e stremati fecero ritorno in albergo all’alba.

Nei giorni seguenti mentre Sam spacciava di notte, Adam faceva visita in camera ad Annette lusingandola ed amoreggiando. Una mattina, però, mentre Annette piegava i panni, cadde dalla tasca dei pantaloni di Sam una bustina di coca. La giovane capì subito che era droga. Allora svegliò Sam gridando: “Sam…!!! Sam svegliati!” Sam balzò dal sonno. “Perché urli Annette? Cosa c’è?” Annette le mostrò la bustina di coca. Sam cercò una scusa. Poi ammise tutto. “Sam, cosa siamo diventati?” – disse Annette piangendo.

La televisione era accesa ed il telegiornale presentava le notizie. I due litigavano quando sentirono l’annuncio: I narcos avevano ucciso Adam. Lo avevano fatto a pezzi e messo in un sacco di plastica. Presi dal panico sedettero sul letto. Poi Sam disse sicuro: “E’ ora di tornare a New York.” Fecero di corsa le valige e in un attimo lasciarono la camera. Uscirono indisturbati dall’albergo. Chiamarono un taxi che li accompagnò alla piazza degli autobus che partivano per Città del Messico. Furono fortunati. Presero subito l’autobus che stava partendo. Durante il viaggio non si parlarono. Erano ansiosi e preoccupati. Ben presto furono nella capitale. Presero il primo volo utile per New York. Sembrava che tutto fosse finito, ma una tragedia li aspettava. L’aereo in volo con loro a bordo perde quota. I passeggeri vengono sballottolati dai sedili. Annette, tra le urla, grida: “Sam…Sam…!!!”.

Fu così che Sam si destò dal sogno. Non erano mai partiti per il Messico. Era stato solo un brutto sogno. Allora lui guarda Annette che dorme beatamente accanto a sé, le accarezza i capelli e le sussurra all’orecchio: “Il nostro amore è il più bel sogno che Dio ci abbia regalato.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: